Grande festa, questa mattina, alla Rocca di Altavilla Vicentina, sede delle attività riabilitative di Brain Associazione Traumi Cranici odv. Operatori e ospiti della struttura hanno salutato, nel suo ultimo giorno di riabilitazione, Matteo Vivian, un ventunenne di Tezze sul Brenta che a 18 anni, il 3 giugno 2023 a Rosà, fu vittima di un incidente stradale che gli causò un grave trauma cranico, con conseguente ricovero per 16 giorni in terapia intensiva e successivi problemi fisici, al linguaggio e cognitivi.
Matteo ha ora concluso positivamente il suo percorso di rinascita presso “La Rocca”, che gli ha consentito di recuperare gran parte delle abilità che aveva perso, conseguire l’attestato di istituto superiore e entrare nel mondo del lavoro.
“Dopo il risveglio dal coma, la diagnosi fu afasia non fluente, impulsività e sfumata emiparesi a destra – spiega Edda Sgarabottolo, presidente di Brain –. Ai test risultavano inoltre difficoltà di attenzione, memoria e nelle funzioni esecutive. Nel suo percorso presso la Rocca, Matteo ha lavorato sul recupero degli aspetti comunicativo linguistici (pragmatica, lettura e scrittura), sulle funzioni attentive (attenzione sostenuta selettiva e divisa), esecutive (pianificazione, iniziativa, categorizzazione e organizzazione) e mnesiche, con il supporto e l’uso di strategie di apprendimento. Alla fine del percorso, è stato possibile reinserire Matteo nell’ambiente scolastico, per finire i cinque anni di scuola superiore che aveva interrotto, e supportarlo nell’entrata nel mondo del lavoro. Ora si sta preparando per il conseguimento della patente, un altro traguardo che sembrava impossibile da raggiungere ma che, grazie alla sua tenacia e al percorso individualizzato, è anch’esso a portata di mano”.
Durante la festa di questa mattina, alla quale oltre agli operatori e agli ospiti hanno partecipato anche la presidente di Brain Edda Sgarabottolo e il presidente della Cooperativa Sogno e Vita (gestrice dei servizi di Brain) Elio Rigotto, Matteo, accompagnato dalla mamma Sabina, ha voluto portare la sua testimonianza.
“Dopo essermi risvegliato dal coma non riuscivo più a parlare – racconta Matteo –. Poi, grazie alla riabilitazione alla Rocca, ho iniziato a riacquisire l’uso della parola, ma sto ancora lavorando per migliorare sempre di più. Durante questo percorso, mi sono posto sempre nuovi obiettivi, senza mollare mai. Nel futuro vorrei aprire un punto vendita di prodotti agricoli, che amo coltivare. In base alla mia esperienza, a chi percorre le strade, su veicoli o a piedi, dico che bisogna sempre stare attenti a se stessi e agli altri. La cosa più importante che ho imparato in questi anni è che non bisogna mai mollare, perché è sempre possibile trovare un appiglio a cui aggrapparsi e quell’appiglio può salvarti la vita”.
“Quando accade un fatto del genere, per i genitori si apre un percorso molto difficile e carico di sviluppi ignoti – dichiara mamma Sabina –. Ti cade il mondo addosso, perché non sai a chi rivolgerti. Ma bisogna avere la forza di andare avanti. Noi siamo stati molto fortunati, perché abbiamo trovato Brain, una struttura che ci ha aiutato moltissimo, anche a livello psicologico. Raccomando ai giovani la massima prudenza in auto e, quando escono, di comunicare ai genitori, anche con un semplice messaggio, che stanno bene o che sono in ritardo. Questo può aiutare molto a non vivere nel terrore che possa essere capitato qualcosa di brutto”.
