Qui si esce dalla “zona di comfort”!

Finalmente qui alla Rocca è rientrato anche Luigi, che ha trascorso più di un mese a casa con i suoi familiari. Ne approfittiamo per confrontarci all’interno del gruppo con altri ospiti su quali possano essere le differenze maggiori tra lo stare a casa e lo stare qui, i pro e i contro … ne è uscita una discussione interessante che abbiamo pensato di condividere con voi.

“Diciamo che la prima differenza” dice subito Luigi, “è che qui alla Rocca non ci siamo scelti … cioè, conviviamo per gran parte della settimana con persone – ospiti e operatori – che non abbiamo scelto noi o che comunque non hanno un legame di sangue con noi come invece è con i nostri familiari. E questo è impegnativo!”

E come mai lo definisci “impegnativo”?

“Perché siamo tutti diversi, ognuno ha le proprie caratteristiche e difficoltà. Non ci capiamo sempre e subito, bisogna imparare ad accettare, ad andare d’accordo anche quando ci viene il nervoso e vorremmo essere accontentati subito … com’è difficile!!!”

Va bene Luigi, però anche all’interno di una famiglia “vera” le cose vanno più o meno così, non trovate?

“Si si” aggiunge Giulio, “però casa è casa, è la zona di confort di ognuno di noi, si sta bene, siamo coccolati, ci rilassiamo dopo l’intensa settimana passata alla Rocca a lavorare. Anche i nostri cari sanno che devono farci lavorare per continuare il progetto di riabilitazione … ma non sarà mai come lavorare alla Rocca. A volte penso che a casa diventiamo pigri facilmente … perché è più facile. Dobbiamo metterci in testa che bisogna uscire da questa zona di comfort se no non andremo mai avanti!

Pensate che comunque ne valga la pena?

“Certo”, dice Franco, “per far si che si vada avanti bene gli operatori ci ricordano che ci sono delle regole da rispettare alla Rocca, se no sarebbe solo confusione. Io ad esempio, ne ho una specifica che mi riguarda e che devo rispettare … ma non sempre ci riesco. Però è il mio lavoro ora, e nessun lavoro è facile.”

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