All’inizio non capivo l’importanza di tutto questo…

“Quel giorno stavo tornando a casa in auto con mio figlio seduto nel sedile posteriore, era sera tardi, eravamo andati a vedere la partita della nostra squadra del cuore … l’Inter! Ero molto stanco dalla giornata, ad un certo punto sono andato contro un camion in autostrada e poi non ricordo più niente. 

Anche io come gli altri ragazzi che ho conosciuto e con cui convivo qui alla Rocca racconto ciò che mi è stato raccontato da chi mi è vicino, la mia famiglia in primis. 

So di aver girato molti ospedali e strutture, anche all’estero, ad esempio sono andato fino a Francoforte, ma anche di quel periodo non ricordo … poi tramite passaparola tra mia moglie ed altri familiari siamo venuti a conoscenza dell’Associazione Brain e della Rocca. Ho iniziato a frequentare i gruppi di riabilitazione psicologica e le sedute di fisioterapia come utente esterno (dalla zona di Venezia a Vicenza e viceversa almeno due volte alla settimana … impegnativo eh!) perché all’inizio abitavo a casa ed ero assistito quasi 24 ore su 24 da un assistente privato. Ricordo che ero molto nervoso e andavo in crisi facilmente, e purtroppo mi sfogavo sulla mia famiglia…che nonostante tutto c’era sempre!”

E come mai ora sei diventato uno degli ospiti della Rocca?

“Quando mi è stato proposto di essere ospite della casa famiglia durante la settimana e poi nel weekend tornare a casa ho accettato subito, ma pensando fosse una proposta rivolta a me a e mia moglie insieme! Quando poi mi è stato spiegato che riguardava solo me ci ho messo un po’ per convincermi … dicevano sarebbe servito sia a me, che dovevo lavorare sulle mie difficoltà, sia a mia moglie e ai miei due figli. Così ho iniziato … non è stato facile abituarmi eh! Però ora, dopo alcuni mesi qui, posso dire che vivere in questa casa durante la settimana mi dà serenità, cioè qui mi sento al sicuro dalla mia malattia perché mi sento seguito da chi conosce i miei problemi. Oltre alle sedute di riabilitazione vengo spronato ad arrangiarmi e a fare da solo perché tenderei a farmi dare una mano anche quando so fare, per comodità.  Ero molto diverso prima di arrivare alla Rocca, ero a casa mia ed ero seguito da un assistente privato dedicato solo a me, ma ciò che mi mancava era abituarmi a convivere e relazionarmi con gli altri e su questo ci sto lavorando qui …”.

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